10° Rally di Vallelunga


Vittoria sicura per l’equipaggio romano formato da Angelo Proietti e Piero Di Francesco al RALLY AUTODROMO DI VALLELUNGA – Memorial Angelo Ciufoli, disputato tra ieri ed oggi presso la pista di Campagnano, intitolata a Piero Taruffi. A bordo di una perfetta Citroen Xsara WRC, l’accoppiata della Best Lap ha regolato una nutrita e qualificata concorrenza con una condotta di gara senza sbavatura, con il solo obiettivo della vittoria assoluta.
Proietti aveva preso il comando del rally dalla seconda prova speciale di ieri, dopo aver rilevato il leader Franco Uzzeni (Subaru Impreza WRC), fermatosi per un guasto dell’idroguida. Proietti, uno degli “indiziati” maggiori per il successo, dopo essere salito in cattedra senza lamentare alcun problema rilevante ha poi guardato tutti dall’alto, chiudendo la prima giornata con un margine già importante. Per Proietti si tratta del bis di allori a Vallelunga, avendo vinto la gara anche nel 2005, con una Peugeot 206 WRC.

“Una bella gara – ha detto Proietti all’arrivo – la vettura ci ha assecondati alla perfezione ed il risultato lo conferma. Voglio complimentarmi con l’organizzazione per aver rimesso in calendario questo evento motoristico che per Roma è senz’altro importante”.

La seconda posizione, dopo una spettacolare bagarre, punteggiata da avvicendamenti ed anche da varie penalità per infrazioni sul percorso è stata appannaggio di un altro romano, Fabio Mezzatesta, in coppia con Rossi, su una Ford Focus WRC. Dopo aver chiuso terzo la prima giornata, Mezzatesta ha sfruttato al meglio il fondo bagnato della pista per le due “piesse” odierne, riuscendo ad avere ragione in “zona Cesarini” del coriaceo toscano Evans Capuano (Peugeot 306 Maxi), a lungo al posto d’onore. Il pilota di Follonica, tornato alle gare dopo ben cinque anni di pausa, pur penalizzato dal partire in retrovia con evidente difficoltà di traffico in pista, aveva saputo mettersi in scia a Proietti con forza ed ha comunque chiuso terzo con ampio merito.

Ai piedi del podio, in quarta posizione, la Abarth Grande Punto S2000 di Cordoni-Calleri, riusciti ad elevarsi in classifica proprio con la pista bagnata di stamani e quinta posizione per D’Alto-Fiacco, con una Abarth Grande Punto S2000, sono giunti quinti assoluti con una gara grintosa davanti al pistaiolo Fabio Cassarà (con Emanuele Inglesi alle note), al debutto con una Peugeot 206 WRC, penalizzato stamani da problemi alla turbina,

La settima piazza andata allo spettacolare ungherese Erik Korda, sesto con una Subaru Impreza WRC S12., ottava la Ford Fiesta S2000 di Moroni-Papa e nono lo sfortunato Fabio Angelucci (Abarth), rallentato pesantemente durante la quarta prova speciale di ieri dallo spegnimento del motore, conseguenza di una manovra repentina nel traffico in pista. Angelucci ha reagito con forza chiudendo nella top ten, dove decimo è finito l’altro toscano David Mochi, concreto e spettacolare con una vecchia ma efficace Renault Clio Williams “scaduta omologazione”, con la quale ha sempre gravitato nelle posizioni di alta classifica.

Il gruppo N è andato nelle mani dello svizzero Ivan Cominelli, con una agile Renault Clio RS, sempre al comando con autorità, mentre la Mitsubishi Lancer Evolution del toscano Fabrizio Nannini, Campione USA di kart 2010 e decretato quindi di un ottimo potenziale, è stato tradito dalla frizione a metà della prima giornata e poi messo in crisi da problemi di alimentazione oggi.

Si sono espressi in toni decisamente alti i fratelli Marco ed Alessandro Ciufoli, primi del gruppo R con la loro Renault New Clio R3 davanti all’esperto varesino Giacomo Ogliari (id.) ed anche Alfredo Cologgi, pure lui con una datata Clio Williams.

Votato allo spettacolo invece Graziano Rossi, il papà di Valentino, protagonista di passaggi spettacolari in tutto il tracciato dell’autodromo, con la sua Chevrolet Corvette GT. Rossi ha vinto il premio per il driver più spettacolare in pista.

La kermesse rallistica di Valleunga, seguita nei due giorni da numerosi appassionati, si è conclusa nel pomeriggio con la disputa del gran finale, denominato “Speed Master”, cui hanno preso parte tutti i partenti della gara (con ordine di start decrescente) con il successo andato di nuovo a Proietti.

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Rinspeed UC

Rinspeed UC?, una city car elettrica che però è solo un elemento di un concetto più ampio di mobilità che unisce trasporto privato a trasporto pubblico, qualcosa che secondo il suo numero uno Frank Rinderknecht potrebbe realizzarsi senza troppe difficoltà. Da questa idea nasce anche il nome della vetturetta elvetica, che è insieme l’acronimo di “urban commuter” e l’abbreviazione di “you see?”, alla lettera “vedi? La carrozzeria della Rinspeed UC? è realizzata in compositi termoplastici ed è ispirata chiaramente alla Fiat 500 dalla quale riceve parte della componentistica. E’ lunga appena 2 metri e 59, cioè poco più di una smart prima serie, larga 1,41, alta 1,49 ed ha un passo di 1 metro e 80, per un peso di 980 kg. Le prestazioni assicurate dal motore asincrono di 30 kW (40,2 CV) e 130 Nm sono molto brillanti per l’uso cittadino: 120 km/h di velocità di punta e un’accelerazione 0-50 km/h in 4,1 secondi, mentre l’autonomia stimata delle batterie a ioni di litio si aggira sui 105 km ipotizzando una velocità media di 75 km/h. L’auto è a trazione anteriore e ospita a bordo due passeggeri, ma la novità più rilevante è che si guida con un joystick, posizionato sul tunnel come una normale leva del cambio, che fornisce al conducente dei feedback dinamici come alcuni joypad delle consolle da videgioco. Cosa succede, però, quando si vuole uscire dalla città? Ecco che la UC? è stata progettata per salire su dei vagoni ferroviari appositamente attrezzati per accoglierla e ricaricarla durante il viaggio: basta un cellulare per prenotare il posto a bordo. Una volta sul treno, infatti, si può rimanere a bordo dell’auto per riposare o lavorare, oppure scendere e andare, ad esempio, nel vagone-ristorante. Secondo la Rinspeed, alcuni contatti con costruttori automobilistici e aziende ferroviarie sarebbero già stati presi, nella speranza di trasformare presto questo prototipo in realtà. Un’idea provocatoria ed innovativa, decisamente futuribile ma affascinante e possibile. Vedremo quanta attenzione la Rinspeed UC? sarà in grado di suscitare: un domani, forse, potrebbe avere un futuro produttivo.