LA TOYOTA MIRAI A TORINO

miraiLa Sindaca di Torino, Chiara Appendino ha guidato ieri Toyota Mirai, che  in  italiano  significa  “futuro”, la  prima  berlina  di  serie  alimentata  a  idrogeno equipaggiata con celle a combustibile. Il test drive della vettura è avvenuto alla presenza di Mauro Caruccio, Amministratore delegato di Toyota Motor Italia. “Il lavoro svolto da Toyota, nel corso di ultimi anni, insieme alle Amministrazioni locali e alle Istituzioni  centrali ­ ha dichiarato  Mauro Caruccio  ­ ha prodotto importanti  risultati,  che  a breve  potrebbero tradursi  anche  in  Italia,  come  già in  altri  Paesi  del  mondo,  in  progressi concreti sulla strada della mobilità a zero emissioni. Un numero crescente di Amministrazioni locali manifestano un grande interesse per queste tematiche e vogliamo  ringraziarle per la disponibilità  e  l’attenzione  riservata  alle  tecnologie  proposte  da  Toyota,  per  favorire  lo sviluppo di una mobilità a basso impatto ambientale. Oggi, esprimiamo la nostra gratitudine alla  Sindaca  di  Torino  per  aver  ascoltato  e  condiviso  la  nostra  visione  del  futuro  della mobilità,  nella  quale  l’idrogeno  gioca  un  ruolo  di  primaria  importanza. L’adozione  di  una prospettiva politica chiara e lungimirante, è fondamentale per non perdere l’opportunità di diventare  un  Paese  all’avanguardia  nello  sviluppo  di  una  tecnologia  innovativa  capace  di sfruttare un elemento naturale tanto diffuso come l’idrogeno. Il Decreto di attuazione della Direttiva DAFI, che ha incluso l’idrogeno tra i combustibili alternativi strategici per il nostro Paese, costituisce un momento cruciale ed evidenzia la visione dell’Italia per il futuro della mobilità:  il  nostro  Paese,  ha  dato,  in  questo  modo,  indicazioni  precise,  di  lungo  periodo, sulle politiche che intende attuare per una mobilità a zero emissioni. Auspichiamo di riuscire a portare Mirai in Italia entro l’anno”. Lanciata in Giappone nel 2014, Mirai è la prima berlina di serie alimentata a idrogeno, con la quale il  Gruppo  Toyota ha  raggiunto  alti livelli  di innovazione tecnologica  per  proporre  un nuovo concetto di mobilità sostenibile, fondato sulla diffusione di questa  risorsa energetica alternativa. L’idrogeno si afferma quale elemento principale per la mobilità e per la creazione di  un  futuro,  globale,  realmente  eco­sostenibile.  I  dati  di  vendita  di  Mirai  si  attestano attualmente  a  5.573  unità  di  cui  225  in  Europa.  Mirai  è  già  commercializzata  in  Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Svezia, Belgio e Germania. Proprio in Germania, il governo ha previsto un piano per la costruzione di 100 stazioni di rifornimento di idrogeno entro il 2018, e di 400 entro il 2023. Toyota  Motor  Italia  sta  lavorando  attivamente  per  diffondere  l’uso  dell’idrogeno  su  larga scala  e  per  portare  Mirai  anche  nel  nostro  Paese,  perché  ritiene  che  rappresenti,  al momento, la migliore soluzione per una mobilità ad emissioni zero.

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Svelata la Ferrari J50

Durante un evento celebrativo per il 50° anniversario della presenza Ferrari in Giappone svolto presso il National Art Center di Tokyo, la Casa di Maranello ha presentato una nuova fuori serie, la J50.

La Ferrari J50 è una due posti secca, una roadster con motore posteriore-centrale che segna il ritorno al concetto di tetto asportabile tipo targa, caratteristico di alcune vetture stradali del Cavallino Rampante degli anni ’70 e ’80. Creata dal reparto Progetti Speciali della Ferrari, la J50 è stata disegnata dal Centro Stile a Maranello. Questo modello, la cui produzione sarà limitata a soli 10 esemplari, potrà essere personalizzato secondo le richieste specifiche espresse da ciascun cliente a livello di colori e finiture, nel pieno spirito delle realizzazioni ‘su misura’ della Casa.

Realizzata sulla base dell’attuale 488 Spider, la Ferrari J50 è equipaggiata con una versione specifica del V8 da 3,9 litri, vincitore dell’International Engine of the Year Award di quest’anno, con una potenza di 690 cv.

La carrozzeria si contraddistingue per un linguaggio di design radicalmente futuristico che ben si combina ai gusti di una clientela da sempre amante dell’innovazione.

L’obiettivo dei designer era quello di creare una roadster molto ribassata, che incarnasse i valori di leggerezza e agilità tipici della Ferrari. Per raggiungere tale obiettivo, una forte dinamicità è stata impressa sul fianco della vettura, nata dall’interazione tra le due principali direttrici: il bordo inclinato superiore del finestrino, in continuità con il filo parabrezza, e la linea di fuga nera inclinata che, dalla parte inferiore del muso, corre lungo le portiere fino a perdersi nelle prese aria laterali.

Mentre l’effetto visiera, generato dalle superfici vetrate, ricorda le barchette Ferrari da competizione del passato, la linea di demarcazione nera è una nuova interpretazione di un ricorrente segno stilistico Ferrari utilizzato su vetture iconiche come la GTO, F40 e F50. Tale fuga grafica diventa un elemento chiave che altera la percezione della linea di cintura, fissandola di fatto a un’altezza decisamente inferiore rispetto al solito.

La J50 si avvale di uno sviluppo aerodinamico molto dettagliato mirato a realizzare soluzioni specifiche funzionali a supporto dello stile. In primo luogo i radiatori anteriori sono stati riposizionati più vicini fra di loro, per consentire un disegno totalmente inedito del paraurti anteriore. Il risultato ha prodotto una sezione del cofano bassa al centro e con la sommità dei passaruota in rilievo che enfatizzano la muscolosità tipica delle sportive Ferrari con motore posteriore-centrale.

Due canali d’aria in fibra di carbonio scolpiscono la massa anteriore e rendono il cofano ancora più deciso nell’aspetto, sottolineato anche dai proiettori LED di disegno specifico, con un profilo molto dinamico e rastremato.

La trasversa superiore del parabrezza è stata abbassata per consentire un flusso maggiore sopra il profilo aerodinamico posto dietro alla cabina e sullo spoiler posteriore.

La coda è invece dominata da un sapiente gioco di temi grafici e modellati tridimensionali. Il V8 è visibile attraverso una cover trasparente che fornisce un estensione visiva ai due roll hoop separati che proteggono la testa di guidatore e passeggero. Un’ala trasversale unisce i due elementi, rivisitando di fatto una delle caratteristiche peculiari delle Ferrari sport prototipo degli anni ’60.

Decisamente originale il posteriore, con il design dei quattro gruppi ottici, sovrastato da un profilo alare ad alto carico aerodinamico, che allarga visivamente il corpo vettura. Il diffusore presenta un estrattore la cui forma è ispirata ai postbruciatori dei motori a reazione aeronautici, donando all’insieme una possente presenza. Cerchi forgiati da 20” dal disegno unico sono stati realizzati esclusivamente per questo modello in edizione limitata.

All’interno dell’abitacolo, specifiche finiture adornano i sedili sportivi, facendo eco al design del profilo del cofano posteriore, quasi a sottolineare un inconfondibile segno distintivo. L’hard top in fibra di carbonio è diviso centralmente in due pezzi che si possono comodamente riporre dietro i sedili.

La J50 svelata a Tokyo si caratterizzava per il colore rosso tri-strato e gli interni rosso/nero rivesti in pelle e Alcantara.

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