Test drive Ford Focus 2.0 TDCi PowerShift in collaborazione con reportmotori.it


Design innovativo e dinamico, forme personali e slanciate, 3 generazioni, 9.2 milioni di esemplari venduti, una vera e propria global car destinata ad essere venduta quasi in ogni angolo del pianeta, uno dei pilastri della casa dell’ovale blu, stiamo parlando della nuova Ford Focus. New Ford Focus presenta il kinetic design, formula vincente utilizzata dal centro stile Ford nei modelli presentati negli ultimi anni, a primo impatto sembra una evoluzione della Fiesta senza perdere il family feeling con il resto della gamma. Obbiettivo di Ford è quello di ripetere il successo delle precedenti generazioni. Le dimensioni sono ben equilibrate in un insieme che misura 436 cm x 186 x 148.
Stile
La prima cosa che guarda il cliente in un auto è l’estetica e la Focus non passa certo inosservata. Il frontale presenta tre prese d’aria trapezoidali, il parabrezza è molto inclinato. La fiancata, a cuneo presenta i passaruota muscolosi. A differenza delle generazioni precedenti, il posteriore non presenta proiettori verticali, sembrano tagliati a freccia e si allungano fin quasi sotto i finestrini posteriori.
Interni
L’abitacolo si presenta innovativo mischiando kinetic design con soluzioni tecnologiche. La plancia ha una impostazione moderna con linee oblique, la consolle centrale ospita la leva del cambio in posizione rialzata. La strumentazione, con illuminazione azzurra, presenta uno schermo multifunzione da 4,2 pollici. Chi si mette al volante della Focus hai tutti i comandi a portata di mano, facili ed intuitivi. Di serie oppure optional non mancano soluzioni elettroniche di ultima generazione come il cruise-control adattivo, il sistema di parcheggio semi automatico e gli abbaglianti automatici. Soluzioni necessarie anche per mettere in sicurezza il conducente come l’attivazione automatica della frenata in città ed il riconoscimento dei segnali stradali.
Meccanica
Evoluzione non solo nel design ma anche sotto la pelle. La scocca è composta dal 55% di acciai alto resistenziali e per il 26% di ultraresistenziali. Questo ha permesso di ottenere una struttura più leggera e più rigida. Lo schema sospensivo non cambia e presenta un montante telescopico tipo McPherson davanti e il sistema Control Blade a 3 bracci posteriore. L’esemplare che stiamo testando è una Ford Focus 2.0 TDCi Titanium PowerShift. Eroga una potenza di 115 cv, ha una coppia di 300 Nm, raggiunge i 100 km/h in 10,9 s ed una velocità massima di 196 km/h. Considerato il cambio automatico a sei rapporti, il consumo è tra i più bassi della sua categoria, sul misto consuma solo 5,3 litri/100 km.
Su strada
Ben insonorizzata e confortevole la nuova Focus, la guidabilità è ottima grazie alla taratura delle sospensioni che limitano il coricamento della vettura in curva. Lo sterzo trasmette un buon feedback al pilota dimostrandosi leggero in manovra ed acquisendo la giusta pesantezza in velocità.

Luca Dragotti

Ford Mustang Shelby GT 500 in collaborazione con CMF-Europe e Circuito Racing Kart Casaluce (CE)

Poche vetture possono essere definite un mito grazie a particolari caratteristiche che negli anni hanno colpito nel segno il cuore degli automobilisti, Ford Mustang appartiene a questa categoria. Giunta alla quinta generazione Ford Mustang è uno dei prodotti che ha riscosso più successo nell’industria automobilistica mondiale, una vera e propria muscle car americana insieme alla Chevrolet Camaro e Dodge Challanger.
In America è stata protagonista di molti film e serie televisive d’azione come Fuori in 60 secondi e “knight Rider”. Ripercorriamone la storia.
Prima serie.
La prima generazione della Mustang fu presentata il 17 aprile del 1964, il risultato? I numeri parlano chiaro, nei primi due anni sono stati venduti 1.5 milioni di esemplari. La sua carta vincente fu il design grazie al quale ricevette molti riconoscimenti come il premio eccellenza nel design ed il Motor Trend Car of the Year. Al debutto, la gamma dei motori era articolata da un 2.8 da 105 cv, 4.2 da 164 cv e 4.7 da 210 cv. Nel 1968 e nel 1970 arrivarono un 7.0 da 335 cv e 5.8 da 290 cv.
Seconda serie.
Nel 1974 debutta la seconda generazione, il design è ispirato alla prima serie del 1964. La casa dell’ovale blu puntò molto sulla qualità presentando una vettura più piccola dei modelli precedenti. Sotto al cofano battevano un 2.3 ed un 2.8 mentre nel 1979 debuttò un V8 4.9 litri. Nonostante la crisi petrolifera nel primo anno vennero venduti 400000 esemplari.
Terza serie.
Nel 1979 fu presentata la terza generazione, lo slogan dell’epoca recitava “The boss is back”, le potenze oscillavano tra i 157 cv del 5.0 V8, fino ai 225 cv.
Quarta serie.
Nel 1994 la quarta generazione fu completamente rinnovata presentando alcuni tratti delle precedenti Mustang. Il modello subi’ una rivisitazione anche nella gamma di motori che comprendeva un 3.8 da 145 cv fino ad un 5.0 da 240 cv. La Cobra V8 montava un 4.6 da 305 cv. Con il restyling del 1999 la Mustang perse le linee soffici del precedente modello rinnovando la gamma dei motori.
Quinta serie.
Nel 2005 venne presentato un modello completamente rinnovato con uno stile definito retro-futurismo che si ispira alle Mustang degli anni ’60. Una formula vincente adottata da molte case automobilistiche con vetture come la Fiat 500, la Mini, la Volkswagen Maggiolino, la Chevrolet Camaro tanto per citarne alcune. Il modello base monta un V6 da 210 cv, la GT un 4.6 da 300 cv. Successivamente Ford iniziò la produzione della Mustang Cabrio progettata per avere una rigidità maggiore a beneficio del peso.
Ford Mustang Shelby GT 500.
L’esemplare che abbiamo testato è una Ford Mustang Shelby GT 500, versione sportiva della celebre pony car. Il suo look è estremamente sportivo, le sue linee sono aggiornate e moderne, non mancano di ricordare le antenate anni ’70 e ’80. I cerchi in lega da 19” rendono ben visibili i freni a disco della brembo con pinze nere. Molti particolari sono stati studiati per migliorare l’aereodinamica come lo spoiler posteriore dotato del labbro di Gourney: un piccolo scalino alla fine dell’ala che offre un modesto aumento di resistenza. Immancabile la doppia striscia longitudinale, il nome Shelby stampato in coda ed i cobra piazzati ovunque come vuole la tradizione. Molto originale l’interno, l’illuminazione dell’abitacolo può essere regolata con ben 125 tonalità diverse, non manca il navigatore satellitare ad attivazione vocale e la selleria in pelle. La plancia presenta finiture in metallo a trama punteggiata, da notare la presenza di alcantara sul volante e sulla leva del freno di stazionamento, non mancano di fascino gli interni. Mentre in Italia, chi ha elaborato le nostre vetture sia da punto di vista estetico che meccanico era un certo “signor” Carlo Abarth, la Mustang Shelby è stata messa a punto dallo Special Vehicle Team con la collaborazione di un vero mito vivente del motorismo americano: Carrol Shelby.
Sotto al cofano bombato in alluminio batte un V8 5.4 con compressore volumetrico capace di erogare 540 cv e 691 Nm di coppia che le permette di scattare da 0-100 km/h in 4,1 s. Nell’era del multilink, il retrotreno è ancora ad assiale rigido, che dire, agli americani piace cosi’. Cambio a 6 rapporti e frizione bidisco aumentata di diametro completano il quadro meccanico della Shelby, il 57,7% della massa è concentrata nell’avantreno mentre il 42,3% nel posteriore. Che dire “The boss to be continued”.

Luca Dragotti